Anche lo studente fuori sede fa la spesa

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La vita dello studente fuori sede, si sa, è sempre frenetica e movimentata.  Ci sono le lezioni da frequentare la mattina all’università, lo studio in biblioteca il pomeriggio, gli irrinunciabili aperitivi con i colleghi dei corsi, lo sport, le commissioni da fare, le uscite la sera tra locali e discoteche.

E la spesa? Dove trovare il tempo per la spesa?

Mangiare, infatti, è fondamentale oltre che indispensabile. E non solo perché la mamma lo raccomanda ogni giorno per telefono al proprio figlio che studia fuori, ma anche e soprattutto perché altrimenti tutte le attività di cui sopra risultano impossibili da fare.

E’ per questo che lo studente fuori sede capisce ben presto, già dopo le prime settimane, che quello della spesa al supermercato diventa non più una perdita di tempo, bensì un momento importante per la propria autonomia e crescita.

In particolare, però, lo studente fuori sede ovviamente rapporta tutto, spesa compresa, alle proprie esigenze e preferenze. E la vita nelle camere per studenti universitari è indubbiamente diversa e con necessità differenti rispetto a quelle di una madre di famiglia che deve cucinare per i propri figli ed il proprio marito.

Ecco dunque che appena entrato nel supermercato lo studente si indirizza immediatamente alla ricerca del suo migliore amico e alleato di studio : il caffè. In qualunque cucina di case per studenti entriate il caffè è l’elemento che non manca mai, pronto a supportare le intense nottate di studio dei giovani universitari.

Proseguendo, poi, il carrello dello studente universitario si arricchisce specialmente di pasta, tonno e surgelati. Ad ogni pasto fatto in casa, infatti, la prima di certo non manca in una casa di studenti: buona, nutriente e facile da preparare, le diverse forme di pasta la fanno da padrone nella spesa di tutti i giorni degli universitari.

Il percorso tra le corsie del supermercato prosegue poi con wurstel ed affettati. I primi vengono abbondantemente utilizzati per spuntini notturni con salse e pane, anche dopo esser rincasati da uscite in discoteca. I secondi, invece, affollano i frigoriferi e vengono divorati dagli studenti anche in attesa della preparazione della cena vera e propria.

Infine, lo studente fuori sede è anche previdente. Già sa, perché a volte gli è già capitato, che ci saranno delle serate in cui rientrerà a casa tardi, stanco e senza voglia di cucinare. Per questo, l’ultima tappa del suo tour al supermercato sarà quella alla zona pizza surgelata : cinque minuti e la cena sarà così servita, ottenendo così il massimo risultato con il minimo sforzo. Non sarà forse il massimo in termini di gusto, ma talvolta, quando si è giovani, ce lo si può permettere.

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